Ho sempre avuto due lati molto presenti in me: quello fortemente razionale e quello, diciamo così, artistico. Il punto di scontro è stato durante i miei studi in Fisica Teorica. Volevo capire come funziona l'Universo, e lo volevo davvero.
Ho lasciato che il mio cervello cambiasse forma, che fosse plasmato da concetti e modi di pensare completamente antiintuitivi, pur facendo parte di noi. E più andavo avanti con gli studi, più la razionalità richiesta faceva a pugni con l'esigenza di fare pace con la sensibilità e le emozioni.
Alla fine ho pensato di scrivere un libro, per trasmettere non solo l'amore che provo verso la scienza, ma soprattutto una prospettiva nuova dalla quale guardare, forse con maggiore consapevolezza, quegli avvenimenti che capitano un po' a tutti noi, attorno a noi, dentro di noi.
Amore Fisico non è un trattato scientifico. È il tentativo di trasmettere emozioni usando la bellezza della fisica contemporanea come bacino di metafore, capaci di estendere quelle più tradizionali, legate alla realtà che possiamo vedere direttamente. Racconta un viaggio di amore e crescita, tra prosa e poesia.
Riccardo Donati, 2018: dalla pagina e dalla proposta che presentavano il libro.